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Chuck Berry, icona del rock and rollMorto Chuck Berry, icona del rock and rollEsplora il significato del termine: Cantante e chitarrista

Si è spenta ieri alle 13.26 del pomeriggio a Saint Louis, Missouri, la stella di Chuck Berry. La leggenda del rock’n’roll aveva 90 anni. «Erano le 12.40 quando la polizia della contea ha risposto a un’emergenza medica in Buckner Road — si legge su messaggio postato dalle autorità su Facebook —. All’interno della casa, i primi soccorritori hanno trovato un uomo in stato di incoscienza che è stato immediatamente sottoposto a manovre di rianimazione. Inutilmente». L’uomo è stato poi identificato come Chuck Berry. In pochi minuti la notizia ha fatto il giro del mondo lasciando attoniti milioni di fan. L’influenza di Chuck Berry sulla musica del Novecento è stata incalcolabile. Se Elvis The Pelvis con il suoi movimenti di bacino ha lasciato sul rock un’impronta sexy, Berry è stato il modello per un nuovo genere musicale in cui sposava, ben prima della nascita di Bob Dylan, l’impegno sociale al ritmo impetuoso della musica popolare. Di lui John Lennon disse: «Cantava brani intelligenti negli anni 50 quando gli altri si limitavano a cose tipo “Oh baby quanto ti amo”».Con la ragazza pazza per il rock di «Sweet Little Sixteen» (1958) diede voce a quelle che sarebbero divenute poi le groupie; due anni prima con «Roll Over Beethoven» aveva raccontato il potere politico del rock’n’roll; con «Rock and Roll Music» (1957) creò una guida per tutte le band che sarebbero seguite, Beatles e Rolling Stones in prima linea. Ma la canzone che forse più di tutte identifica Chuck Berry è «Johnny B. Goode» (1958), in cui racconta di un giovane chitarrista, la cui madre è certa che diventerà una star: un archetipo narrativo per gli aspiranti rocker e una delle più belle canzoni della storia della musica, che in seguito avrebbero ripreso musicisti come Keith Richards dei Rolling Stones, Il Beatle George Harrison , Bruce Springsteen e Pete Townsend degli Who. Quando nel 1977, in piena corsa allo spazio, la Nasa lanciò in orbita il Voyager I, tra le canzoni archiviate a bordo che avrebbero dovuto spiegare agli extraterrestri la musica ascoltata sul pianeta c’era anche lei, «Johnny B. Goode». Ed è ancora «Johnny B. Goode» la canzone che Michael J. Fox esegue in Ritorno al futuro (1985), mentre Quentin Tarantino in Pulp Fiction farà ballare un twist a Vincent Vega (John Travolta) e Mia Wallace (Uma Thurman)sulle note di «You Never Can Tell» incisa da Chuck Berry nel 1964 in una delle scene più famose della storia del cinema. fonte corriere della sera

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