TE LE SUONA...E TE LE CANTI..!

«La password delle canzoni di Romantic è naturalmente il romanticismo» dice subito Mario Biondi parlando dei 12 brani (15 nell'edizione digitale, musicassetta e Lp) che gli consentono di riaffacciarsi sul palcoscenico della musica. Un disco, Romantic, che è ovviamente in controtendenza perché Mario Biondi, siciliano di Catania, 51 anni, possessore di una voce unica e genitore di ben nove figli, è l'eroe di un soul, jazz, rhythm'n'blues che arriva da lontanissimo e oggi è schiacciato dai codici urban e r&b. Però conserva una vitalità luccicante. «Questo disco nasce da lunghi ascolti di musica del passato. Ad esempio The creator has a masterplan, l'ho ascoltato nella versione del mio mito Louis Armstrong, talmente mito che uno dei miei figli si chiama proprio Louis, e mi sono acceso. In questo disco poi l'ho registrata nella versione di Leon Thomas e Pharoah Sanders». Mentre parla, Mario Biondi è seduto davanti a una gigantografia del volto di Al Jarreau, uno dei suoi idoli: «Mi ha fatto anche una dedica, la vede qui?». In effetti Mario Biondi, che nel disco canta anche la versione inglese di Prendila così di Lucio Battisti e Tu malatia (firmata da suo papà Stefano Biondi), è estremamente ammirato da chi suona e vive in quel campo della musica nel quale calore e il colore della voce sono un virtuosismo invidiabile, inimitabile, rispettato perché nessun algoritmo di nessuna app potrà riprodurlo tale e quale. Forse per questo Biondi ha una lunga frequentazione nei teatri di tutto il mondo, anche in quelli che sono appena stati distrutti dalle bombe russe. «Eh sì, in Ucraina da Kiev a Leopoli ci sono posti nei quali mi sono esibito e adesso non esistono neanche più. Perciò non ci ho pensato due volte ad annullare le mie date in Russia». Insomma, il tour di Mario Biondi parte tra pochi giorni e attraversa l'Europa dalla Gran Bretagna alla Spagna e poi ritorna in Italia, dove il 5 maggio inizierà a girare i teatri da Enna al Santa Cecilia di Roma fino agli Arcimboldi di Milano (il 31 maggio). Una delle poche occasioni nelle quali sentire sul palco i suoni di un'epoca che molti, a torto, ritengono passata. Fonti Web

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